il Progetto 2014-2015

Di rete in rete: conoscersi e formarsi per favorire l'inclusione sociale - Bando Volontariato 2014

introduzione

Nella realtà di cui oggi facciamo parte, spesso, i pregiudizi impediscono una visione nitida ed una conoscenza diretta delle problematiche esistenti negli ambiti della Disabilità e della Salute Mentale, frenando in tal modo le possibilità di cambiamento e/o di miglioramento che ne potrebbero derivare. A tal proposito il nostro progetto, interamente rivolto a persone in condizioni di fragilità che gravitano attorno alle nostre OdV, si prefigge sia di agevolare l'inclusione di queste ultime nelle comunità di riferimento, sia di accrescerne la cittadinanza attiva mediante la valorizzazione delle loro capacità sia pratiche che relazionali.

Si vuole promuovere una nuova visione dello stare insieme per ridurre il fuorviante pregiudizio che identifica la persona fragile più come soggetto portatore di bisogno che non come vera ed importante risorsa per tutti noi. Da qui l’idea innovativa di costruire una dimensione di trasversalità nella rete che porti agenzie, diverse per intenti e operatività, a lavorare insieme e coordinarsi, allargando quindi la possibilità di risposta ai bisogni emersi. I nostri utenti e i loro famigliari concorreranno, insieme a volontari, operatori e cittadini/volontari informali, alla sensibilizzazione delle comunità di riferimento sul tema dell’inclusione sociale, favorendo – tramite azioni che si differenziano notevolmente da quelle ordinarie e le cui risorse sono per lo più destinate direttamente ai beneficiari finali - il confronto e la riflessione: nelle scuole; tramite canali web; attraverso azioni di promozione ed eventi. Verranno creati 3 gruppi, composti da 12 persone ciascuno (utenti, famigliari, volontari, operatori, cittadini) che seguiranno un percorso formativo/pratico pianificato da consulenti esperti e monitorato nel tempo dal gruppo di progetto; i risultati saranno ben tangibili e riguarderanno l’acquisizione di nuove competenze comunicative nei partecipanti, la creazione di contenuti di promozione su volontariato, rete ed inclusione sociale e, ultimo ma non meno importante, la maturazione dei gruppi come nuove micro-reti altamente inclusive. I formatori si occuperanno di insegnare rendendo protagonista chi apprende; chi apprende diventerà a sua volta attore e responsabile del suo processo di cambiamento e faciliterà questo stesso cambiamento nella propria comunità. Il nostro obiettivo è quello di consolidare, attraverso il proseguo della progettualità sperimentale de “La rete del F@RE diversamente” (BV2012), azioni significative per le nostre OdV, per il territorio e per i beneficiari finali, che assumeranno così ruoli di co-protagonisti dei servizi stessi. Si vuole creare quindi un circolo virtuoso per cui sia gli utenti delle OdV sia i loro famigliari potranno, innanzitutto, potenziare le proprie connessioni e in cui altri Soggetti attivi, compresi quelli che non si dedicano direttamente alla Disabilità o alla Salute Mentale, potranno cimentarsi in una sfida tanto innovativa (distante dalle pratiche operative attuali di ciascun soggetto, a stretto contatto con altri rappresentanti del sociale e “insieme con” chi vive la fragilità e non solo “per” lui) quanto realmente inclusiva. Il lavoro qui proposto di formazione e promozione dell’inclusione sociale sul territorio, così come l’ampliamento del portale stesso, devono essere considerati quindi dei mezzi per favorire questo circolo virtuoso, mezzi per noi totalmente differenti rispetto al nostro quotidiano operato. Si vuole sostenere così un Volontariato naturale e dinamico che nasce e cresce nella rete, un Volontariato che vuole farsi carico, nel suo piccolo, dello sviluppo della comunità locale e favorire i legami sociali e le relazioni tra gli abitanti e le persone con fragilità.

contesto

Il contesto di riferimento del progetto è quello legato al territorio circostante alle persone con disabilità intellettiva o fragilità psichica delle OdV partner (50 utenti fra Sesamo ed IncontRho), quindi l’ambito Rhodense. Ci concentreremo in particolare sugli utenti di Arese, Rho e Vanzago, comuni in cui sono presenti tantissime risorse capaci di offrire attività molto diversificate e di seguire così un’ampia fascia di persone in situazione di fragilità. Questa ricchezza del territorio però non è pienamente utilizzabile dalle persone con disabilità intellettiva o con fragilità psichica per una completa inclusione nella società, in quanto non di rado loro, le loro famiglie, i volontari e addirittura gli operatori, non conoscono le opportunità offerte (fonte: report di ricerca de “La rete del F@RE diversamente” – Bando Volontariato 2012). È tipico, inoltre, che le persone con fragilità si trovino a frequentare sempre la stessa associazione che si occupa in modo specifico dei loro bisogni, ma in questo modo sono ghettizzate in un ambito ristretto, spesso con pochi o nessun contatto con il resto della società.

Osserviamo che solo il 20% dei nostri utenti è impegnato in attività diverse da quelle proposte dall’unica Associazione di riferimento o dalla struttura che li segue (generalmente la cooperativa sociale o il centro diurno). Difficilmente vediamo una persona disabile inserita, per esempio, in una società sportiva di normodotati o in ambito culturale. Più comunemente, la persona con disabilità è vista come persona “incapace” di poter dare il proprio contributo fattivo alla società. Osserviamo ogni giorno che, nel Rhodense, anche gli stessi operatori, o i vari soggetti promotori di iniziative sociali, sono abituati a lavorare "PER" l'utente piuttosto che "CON". Il disabile, o comunque il soggetto fragile, è quasi sempre un destinatario di soluzioni già confezionate. Come sostenere quindi la vera inclusione sociale nel Rhodense? La prima opportunità data dalla ricchezza del territorio è quella di creare un ponte tra disabilità e società che aiuti a superare i pregiudizi e l’isolamento sovente causati dalla poche occasioni di incontro e di conoscenza delle potenzialità che loro posseggono. Già col Bando Volontariato 2012, come partner del progetto “La rete del F@RE diversamente”, abbiamo lavorato in quest’ottica, riconoscendo e valorizzando il ruolo dei nostri utenti. Questi ultimi, infatti, si sono impegnati nel supportare quei gruppi volontari ingaggiati nella valorizzazione del lavoro di rete. Inoltre sono stati fondamentali nella creazione di uno strumento funzionale sia alla ricerca di informazioni sulle opportunità sociali presenti nel Rhodense sia allo sviluppo di nuovi contatti tra persone impegnate nel welfare, ora reso disponibile ai cittadini, quale il portale www.farediversamente.it (2200 accessi nei primi 6 mesi di lancio – fonte Google Analytics). Proprio dalla discussioni di partenza con volontari e cittadini/utenti, durante i focus group, le interviste e i questionari del progetto “La rete del F@RE diversamente” (fonte: report allegati in chiusura di rendicontazione Bando Volontariato 2012), si era visto che l’offerta di servizi è ampia ma sovente confusa e non c’è sufficiente comunicazione tra OdV per una mancanza di una chiara e precisa panoramica delle risorse, nonché di scambio fra associazioni ed enti pubblici attraverso un mezzo di comunicazione condiviso; le famiglie inoltre si sentono spesso abbandonate a se stesse. Progetto “Di rete in rete: conoscersi e formarsi per favorire l’inclusione sociale” Capofila Sesamo Onlus – Referente progettazione: dott. Antonino Lattuca (349/1224882) Pagina 4/16 Si è voluto creare quindi uno strumento comune che fungesse da reale catalizzatore di scambi di risorse umane nei circuiti delle reti sociali della comunità, creato con la collaborazione attiva dei nostri utenti che hanno così dimostrato di poter dare un contributo efficace alla comunità stessa. Si reputa necessario continuare a fornire un sostegno all’inclusione di queste persone e alla creazione di sinergie tra le risorse del territorio. Questo bisogno è stato anche evidenziato e riconosciuto importante dalla recente decisione politica sulla ripartizione di parte del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali che sarà destinata all’area di sistema, in particolare per la “creazione e costruzione di connessioni tra gli attori del sistema di welfare locale” (fonte: intervista di Lombardia Sociale al direttore di Ser.Co.P.).

obiettivo generale

L’obiettivo del nostro progetto è quello di accrescere l’inclusione sociale di 12 persone in condizione di fragilità che gravitano intorno alle nostre Associazioni, creando nuovi legami fra loro e la cittadinanza (in particolare con 24 corsisti/volontari comunicatori, 30 atleti del bowling e 60 studenti con cui realizzeranno azioni comuni), attraverso la valorizzazione delle loro capacità. Si punta a sensibilizzare i cittadini del Rhodense per far sì che si crei un circolo virtuoso di sostegno reciproco, con lo sviluppo naturale di reti informali sul territorio ricche di gentilezza e accoglienza. Con le azioni di questo progetto, si darà particolare attenzione alle connessioni degli utenti coi volontari e gli operatori provenienti da differenti agenzie del Terzo Settore, reperite anche tramite i Comuni. Un’altra connessione importante sarà coi giovani, sia con contatti nelle scuole sia col potenziamento degli strumenti web già presenti.

In sintesi, favorendo una più ampia e capillare diffusione della cultura del “fare rete insieme”, in particolare tra gli attori che riteniamo più incisivi per favorire il cambiamento, faciliteremo la conoscenza delle opportunità presenti sul nostro territorio alle persone che più ne hanno la necessità e contemporaneamente metteremo in risalto le capacità delle persone diversamente abili favorendone una vera inclusione sociale. Capovolgeremo il tradizionale modo d’intendere la risposta ai bisogni delle persone con fragilità: di solito si tiene una posizione up-down, c’è chi sta sopra (Polo Nord/operatori dei servizi) e chi sta sotto (Polo Sud/utenti e cittadini). Perché non stare sull’Equatore? Stare cioè lungo un cammino circolare, in cui tutti i soggetti operano allo stesso livello e in cui, favorendo un piano di lavoro paritario, è possibile valorizzare l’esperienza di tutti e confrontarsi sui veri bisogni. Siamo molto motivati e convinti che coinvolgere, nel ruolo di protagonisti, le persone in condizioni di fragilità e i loro famigliari sia una delle principali leve del cambiamento auspicato nelle nostre comunità, che può essere messo in moto dal Volontariato e alla base della creazione di un tessuto sociale realmente inclusivo. In questo modo si potrà promuovere, nella realtà di cui facciamo parte, una nuova modalità di stare insieme, riducendo il pregiudizio che vede le persone con fragilità esclusivamente come soggetti portatori di bisogno e non come risorse per tutti noi. Progetto “Di rete in rete: conoscersi e formarsi per favorire l’inclusione sociale” Capofila Sesamo Onlus – Referente progettazione: dott. Antonino Lattuca (349/1224882) Pagina 5/16 In continuità col percorso intrapreso con la progettazione su Bando Volontariato 2012, il progetto “Di rete in rete: conoscersi e formarsi per favorire l’inclusione sociale” vuole quindi favorire il lavoro di costruzione e rafforzamento di un network fortemente radicato nel territorio che possa non solo sensibilizzare il nostro territorio sui temi del disagio intellettivo e psichico, ma anche prevenirli superando lo stato di isolamento di queste persone. Un ottimo strumento di lavoro sarà il portale www.farediversamente.it - un bene comune che raccoglie informazioni sulle risorse del Rhodense - nato in seno al progetto “La rete del F@RE diversamente”. La condivisione e il rafforzamento del portale saranno alla base della costruzione dei gruppi di formazione e lavoro, del tutto innovativi ed eterogenei: utenti, famigliari, volontari e operatori afferenti ad agenzie diverse tra loro per ambiti e competenze, nonché cittadini. Sarà possibile imparare e fare pratica per conoscere, conoscersi e comunicare verso l’esterno il valore di quello che insieme realizzeremo. Le nostre Associazioni e gli altri soggetti attivi nella rete del progetto si metteranno in gioco in prima persona favorendo la costruzione di questi gruppi sperimentali, al fine di partecipare attivamente al substrato sociale arricchendolo di nuove dimensioni e risorse. Crediamo fortemente che nel nostro territorio la rete a sostegno di persone con fragilità, per funzionare, necessiti di una costante trasformazione del nostro rapporto con essa. Si tratta di mettere in gioco tutta la creatività e l’apertura necessaria al cambiamento e alla conoscenza reciproca.

obiettivi specifici

Qualificare nuovi gruppi di lavoro inclusivi: Costituzione, creazione di un’identità condivisa e potenziamento delle competenze comunicative di 3 nuovi gruppi di lavoro altamente inclusivi composti da volontari, operatori, utenti e famigliari provenienti da realtà attive nel Rhodense in aree d’intervento differenti (disabilità, salute mentale, minori, famiglia, giovani, lavoro, stranieri, …) e da cittadini interessati.

Sensibilizzare il territorio sull’inclusione: sensibilizzare sul tema dell’inclusione sociale giovani fino ai 20 anni delle scuole superiori di Arese e Rho, utenti di social network e più in generale di community online, volontari e operatori dei servizi attivi nel tessuto sociale delle comunità interessate anche attraverso la promozione dell’esperienza de “La rete del F@RE diversamente” che si vuole potenziare col presente progetto. Reputiamo queste tipologie di destinatari i principali attori del cambiamento da noi auspicato.

azioni

Il progetto si articola con interventi di differente natura :
  1. Formazione dei gruppi sui temi della comunicazione
  2. Azioni di sensibilizzazione del territorio

Sono previste inoltre diverse attività finalizzate a sostenere nuove conoscenze e sinergie tra le associazioni protagoniste del progetto.

Verranno offerti tre percorsi formativi, realizzati con metodologia "learning by doing" e proposti da una formatrice de LaFucina, cooperativa A attiva nel campo della promozione del protagonismo giovanile, da un formatore esperto e coach - attivo da anni nel campo dei nuovi media e da una formatrice esperta attiva nel campo della comunicazione nonché giornalista e consulente di CSV. Saranno rivolti gratuitamente a 36 persone reperite tra utenti, loro famigliari, volontari e operatori dei partner e degli altri soggetti della rete e tra i cittadini; i corsi saranno strutturati con l’intento di creare nuove reti accomunate da un obiettivo condiviso ovvero favorire l’inclusione di persone in situazioni di fragilità, in particolare dialogando coi giovani delle scuole, con la comunità tramite social network e newsletter e tramite promozione e creazione di eventi. I gruppi seguiranno un percorso preliminare di presentazione del progetto da parte di volontari e di team building e uno sull’aumento delle competenze comunicative; i contenuti saranno quindi orientati all’acquisizione di nozioni teoriche e alla costruzione di strumenti comunicativi finalizzati al contatto coi giovani, alla costruzione di strategie e strumenti comunicativi web efficaci e all’acquisizione di nozioni teoriche sulla comunicazione istituzionale e sulla convegnistica e alla costruzione di strategie e strumenti comunicativi efficaci.

Incontri nelle scuole e non solo: i partecipanti dei gruppi di formazione sulla comunicazione ai giovani delle scuole diverranno nuovi volontari del progetto, ingaggiandosi nella presa di contatto con alcune scuole superiori del Rhodense e nell’organizzazione di incontri con 12 classi (in prevalenza quarte e quinte, in quanto maggiormente predisposte ad accogliere i contenuti promossi) durante i quali presenteranno testimonianze e si confronteranno coi giovani sul mondo del volontariato, sull’importanza dell’inclusione sociale per la cittadinanza - con un occhio di riguardo alla fragilità -, sul ruolo di supporto delle reti per noi tutti nonché sul metodo del percorso attivato col presente progetto e su i nuovi strumenti di promozione delle opportunità presenti nel territorio – in particolare il portale www.farediversamente.it. Infine, si incontrerà anche il Gruppo Scout Arese 1, coinvolgendo anche i capi-scout e le famiglie degli scout stessi.

Comunicazione via web: i partecipanti dei gruppi di formazione sulla comunicazione via web diverranno nuovi volontari del progetto, ingaggiandosi, all’interno dello spazio MAST, nell’ampliamento del bacino di utenti di newsletter, community farediversamente.ning.com, pagine Facebook e Youtube relative a La rete del F@RE diversamente; si farà particolare attenzione al coinvolgimento di utenti del territorio di nostro interesse. Grazie alle nuove competenze comunicative acquisite nel corso di formazione e con il supporto di un tutor esperto, questi volontari si ingaggeranno nella creazione di contenuti (ad es. post e newsletter) anche multimediali (pillole video realizzate in collaborazione con l’APS I Cani da Reporter) – valorizzando il mondo del volontariato, l’importanza dell’inclusione sociale per la cittadinanza - con un occhio di riguardo alla fragilità -, il ruolo di supporto delle reti per noi tutti nonché il metodo del percorso attivato col presente progetto e il portale www.farediversamente.it.

Promozione sul territorio (con convegno finale): i partecipanti dei gruppi di formazione sulla promozione e creazione di eventi, grazie alle nuove competenze comunicative acquisite e con il supporto di un tutor esperto, diverranno nuovi volontari del progetto, ingaggiandosi, sia all’interno dello spazio MAST sia sul territorio, nella creazione e distribuzione di volantini e locandine, nella presa di contatto con radio, portali web di interesse territoriale e di periodici locali per la stesura di articoli e realizzazione di interviste e, ancora, nell’organizzazione di una 2a edizione del convegno (con ECM) "F@RE diversamente: uscire dai luoghi comuni sulla disabilità e f@r rete per il bene di tutti" che si realizzerà presso l’Auditorium di Rho in Giugno. Con questi strumenti verrà valorizzato il Volontariato e dato rilievo ai temi dell’inclusione, con un occhio di riguardo alle fragilità e alle reti di supporto. Verranno valorizzati infine il metodo del percorso attivato e il portale

Incontri con gli operatori e i volontari col supporto dei Comuni: 3 volontari dei partner si occuperanno della presa di contatto coi responsabili di 6 dei 9 Comuni del Rhodense e dell’organizzazione, con loro condivisa, di incontri collettivi in cui saranno coinvolte le consulte associative o altri organi di interesse. Questa azione è finalizzata a far conoscere il nostro metodo per favorire l’inclusione sociale (e a far sì che diventi una pratica di molti) e alla raccolta di dati da inserire nel portale web che faciliteranno l’accesso ad informazioni di carattere sociale soprattutto a persone in condizioni di fragilità e ai loro famigliari; le mappature verranno conseguite direttamente su supporto informatico (il gestionale del portale www.farediversamente.it a cui verranno apportate nuove funzionalità); così come realizzato durante l’esperienza del BV2012, saranno coinvolte attivamente persone in condizione di disabilità o con disagio psichico che si impegneranno, retribuite con borsa lavoro, come intervistatori.

Atelier artistico inclusivo: 3 volontari dei partner si occuperanno, in collaborazione col Liceo Artistico “L. Fontana” di Arese, dell’organizzazione di un laboratorio di 2 ore tra 4 classi (circa 60 alunni) e le 12 persone con disabilità e/o fragilità psichica coinvolte nelle azioni di formazione e diffusione. Gli studenti avranno modo di relazionarsi con i nuovi compagni di laboratorio e imparare, così, ad apprezzarne le capacità e le risorse che spesso non vengono loro riconosciute ma che esistono e aspettano solo di potersi esprimere. Durante il laboratorio si creeranno dei gruppi misti che si cimenteranno nell’ideazione della grafica della locandina per il convegno previsto in giugno. La “cornice” del laboratorio sarà preparata, nei 20 giorni precedenti all’incontro, tramite la costruzione da parte dei nostri utenti e dei 3 volontari, di pannelli con esposte delle fotografie di laboratori già eseguiti dagli utenti con fragilità e delle loro precedenti opere.

Gruppo di progetto: durante i 9 mesi del progetto saranno organizzate, presso la sede di Sesamo, 7 riunioni di coordinamento di 2 ore per la pianificazione, il confronto e il monitoraggio delle azioni; durante gli incontri saranno dedicati specifici momenti di discussione sul tema dell'inclusione sociale. Parteciperanno sempre 1 referente volontario per ognuno dei partner e della rete estesa, i formatori e il coordinatore di progetto. Ad Ottobre si terranno le prime 2 riunioni di rete in cui si discuterà il piano di formazione e in cui si effettueranno considerazioni preliminari sui destinatari dei corsi. Da Novembre a Giugno, in concomitanza coi corsi e la sensibilizzazione sul territorio, si realizzerà 1 riunione ogni 2 mesi per favorire il raccordo tra partner/rete e tra questi ed i gruppi; in queste occasioni sarà presente anche un referente dei volontari per ogni gruppo. I formatori saranno protagonisti della riunione finale di Giugno in cui saranno discussi gli esiti delle loro relazioni sui corsi.

Il progetto "Di rete in Rete: conoscersi e formarsi per favorire l'inclusione sociale" vuole costruire una dimensione di trasversalità nella rete che porti agenzie, diverse per intenti e operatività, a lavorare insieme e coordinarsi, allargando quindi la possibilità di risposta ai bisogni emersi. I nostri utenti e i loro famigliari concorreranno, insieme a volontari, operatori e cittadini/volontari informali, alla sensibilizzazione delle comunità di riferimento sul tema dell’inclusione sociale, favorendo il confronto e la riflessione: nelle scuole; tramite canali web; attraverso azioni di promozione ed eventi.

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